TERRITORIO E IMPRESA
pag. 1/2"L'analisi del territorio è alla base dello sviluppo di ogni idea imprenditoriale."
La Provincia Biella si caratterizza per l'economia articolata: la vocazione industriale e terziaria si accompagna allo sviluppo del turismo ambientale e religioso.
Il ramo industriale continua ad essere dominato dal tessile.
Il settore artigiano risulta stabile: in crescita il numero delle aziende appartenenti al settore edile.
Aumentano le assunzioni nel settore alberghiero, della ristorazione, dei servizi, positivo anche il dato del commercio.
(fonti documentali)
- Provincia di Biella:
- Il territorio della provincia di Biella si estende per circa 30 km da ovest a est e per 40 km da nord a sud; e comprende 82 comuni. All'interno di quest'area, oltre alla parte pianeggiante, si possono distinguere, in senso longitudinale, un settore orientale, occupato dalla valle Sessera e dalla valle Mosso, uno centrale, che comprende la valle del Cervo e la conca di Oropa che sovrasta il capoluogo, e uno occidentale, in cui si trovano la valle dell'Elvo e la Serra. La popolazione della provincia di Biella al 31.12.2004 risulta pari a 188.197, divisa fra i 46.350 residenti nel capoluogo ed i 141.847 abitanti negli altri comuni biellesi. La disaggregazione per classi di ampiezza evidenzia una forte presenza di piccolissimi comuni: si rilevano infatti due sole amministrazioni comunali "Biella e Cossato" con oltre 10.000 abitanti, tre nella dimensione 5.000-10.000, sette fra 3.000 e 5.000, trentatre fra 1.000 e 3.000 ed i restanti al di sotto dei 1.000 abitanti (otto addirittura con meno di 200 residenti).
- Industria:
- La produzione industriale biellese chiude ormai il quarto anno consecutivo negativo. La media del 2004 risulta pari a -0,15%. La tessitura laniera, segnala in contro tendenza una situazione positiva rispetto all'anno precedente: fatturato +2,1%; produzione +5,8%; export +4,7%; addetti -4,8%.
- Artigianato:
- I dati sulla consistenza delle imprese artigiane ricavabili dall'archivio Movimprese, al 31 dicembre 2004, confermano una sostanziale stabilità del settore nel suo complesso per quanto concerne la capacità di creazione di nuova imprenditorialità: si registrano, infatti, 6.498 aziende attive iscritte all'Albo, solo una unità in più rispetto all'anno precedente. Si evidenziano peraltro, in analogia con il passato, notevoli differenze a seconda del comparto di attività: in calo le imprese artigiane manifatturiere, in crescita il numero delle aziende appartenenti al settore "edile".
- Settore edile:
- Continua la crescita costante del numero delle imprese attive nel settore costruzioni: salite, al 31 dicembre 2004, a quota 3.194 unità. Per quanto riguarda il livello occupazionale, prosegue l'inversione di tendenza iniziata nel corso del 2002, in relazione al numero degli occupati iscritti alla cassa edile con un aumento del 3% come media annua. In lieve diminuzione rispetto all'anno 2003 il numero delle ore lavorate che raggiungono comunque quasi il tetto delle 2.700.000 ore in totale nell'anno. L'andamento del fatturato del settore rispetto all'anno precedente è risultato pari al +2,8%.
- Mercato del lavoro:
- Il mercato del lavoro biellese denota nell'insieme una sostanziale stagnazione nell'ultimo quinquennio, che nasconde però significative trasformazioni interne: un marcato cedimento della domanda industriale, compensato dall'espansione delle assunzioni nel terziario, un progressivo invecchiamento della forza lavoro, una crescente precarietà occupazionale, con una rilevante espansione delle tipologie di impiego a breve durata, che non di rado coinvolgono lo stesso soggetto più volte nel corso dell'anno, alternate presumibilmente a periodi di disoccupazione. Il ramo industriale continua ad essere dominato dal tessile, e non si individua un accenno di diversificazione nella crescita di altri comparti, ad esclusione di quello delle costruzioni. La portata della crisi del comparto tessile, è evidenziata dal fatto che Biella accusa nel quinquennio 2000-2004 una caduta degli avviamenti al lavoro del 34%. Col tessile cede, significativamente, anche il metalmeccanico (-32%), ad indicare lo stretto raccordo esistente fra questi due comparti produttivi. Nei servizi, invece, il dinamismo osservato è in percentuale maggiore nel ramo alberghi e ristoranti, dove si registra un raddoppio delle chiamate al lavoro (da 820 a 1640 unità), concentrato, come si vedrà, nella ristorazione, e nei cosiddetti "altri servizi" (da 1.767 a 2.457 assunzioni), un'area residuale dove la componente più dinamica è rappresentata dai servizi alle persone, in particolare dall'assistenza domestica. Positivo anche il dato del commercio (+355 unità, +22,2%) e dei servizi alle imprese (+378 unità, +32,3%), in flessione il ramo trasporti-comunicazioni.
- Commercio, Servizi e Turismo:
- Per il settore commerciale biellese le indicazioni provenienti dai dati strutturali e congiunturali relativi all'anno 2004 forniscono un quadro piuttosto negativo. Dopo il leggero aumento del 2003, nel 2004 il numero di imprese commerciali attive è lievemente diminuito attestandosi a quota 4.405 unità, 22 in meno rispetto al precedente anno. L'andamento della consistenza sul territorio delle imprese commerciali nelle singole aree: in crescita Valle d'Andorno (+4,5%), Pianura Elvo - Cervo (+2,7%) e Valle del Sessera (+1,3%), in diminuzione invece Alta Valle Cervo (-13%), Biella (-2,2%) e Colline orientali (-1,9%). I dati di fonte camerale relativi agli esercizi del solo commercio al dettaglio presentano per l'anno 2004 il consueto aumento dei punti vendita, secondo una tendenza ormai costante. L'andamento congiunturale del settore commerciale biellese rispetto a quello nazionale segnala una condizione di maggiore difficoltà. Gli sforzi fatti per la realizzazione di politiche mirate a rafforzare il settore turistico locale sembrano premiate: le presenze di visitatori nel corso del 2004, rilevate dal Servizio Turismo della Provincia di Biella, sono salite a quota 242.383 (il 2,1% in più rispetto all'anno precedente ed il 5,4% in più rispetto al 2000), con una permanenza media di 3,2 giorni. Riprendendo una tendenza registrata fino al 2002, si sono registrate in diminuzione le presenze turistiche extra-alberghiere (-3,30%), mentre quelle alberghiere sono risultate in aumento del 4,5%. A conferma di ciò il settore alberghiero rappresenta ancora il punto di accoglienza più forte, ospitando 170.808 visitatori nell'anno.